Quella somiglianza tra Kimi e Ayrton che fa sognare anche i brasliiani

C’è un sito brasiliano che parla apertamente di reencarnação. Vedono in Kimi la reincarnazione di Ayrton. Andiamoci piano, anche se i punti di contatto e la somiglianza fisica ci sono davvero, pur con una differenza enorme: al posto dello sguardo malinconico di Senna adesso c’è quello luminoso di Antonelli. Senna trasmetteva saudade, Antonelli trasmette gioia. Lo fanno con la stessa profondità dello sguardo, è vero, ma anche a 20 anni Senna non era così sereno, dava sempre l’impressione di portarsi sulle spalle le contraddizioni del suo Brasile.

Quando Kimi è venuto al mondo, Senna ne era già andato a tempo e suo padre Marco era tifoso di Villeneuve. Kimi però si è subito sentito attratto dai racconti su quel pilota brasiliano che aveva cominciato come lui con i kart. Ha letto, ha chiesto, ha setacciato il web.  “Mi piace per il pilota che era, per come curava i dettagli e cercasse sempre di migliorarsi. Ma mi piace anche l’uomo Ayrton: era empatico, aiutava molto i più bisognosi, è stato una grande persona in pista e fuori”, mi ha raccontatola prima volta che lo interviostai più di due anni fa (sentitelo qui). Ancora prima di scegliere il numero 12 per debuttare in Formula 1. È il numero con cui Ayrton ha vinto le sue prime quattordici gare(prima Lotus, poi McLaren) e il primo Mondiale. Kimi lo ha scelto per lui, come per lui ha scelto il colore del suo cappellino.

Quando a Imola ricordano Senna, Kimi c’è sempre e l’anno scorso, quando è volato in Brasile, ha voluto andare al cimitero di Morumbi dove riposa Ayrton per pregare per lui. Si è anche portato un libro su di lui e si è messo a leggerlo in quell’angolo di pace nel caos di San Paolo. Insomma se c’è qualcuno a cui Kimi vorrebbe assomigliare è proprio Ayrton. E nella cura dei dettagli lo sa imitando quanto possibile.

Anche se poi in gara saltano fuori altre somiglianze. Quei giri identici al centesimo infilati dopo la Safety Car hanno fatte venire in mente Schumacher e Hamilton. Le due vittorie di fila hanno richiamato Alberto Ascari.

A Luca di Montezemolo, intervenuto alla Politica nel Pallone, programma di Emilio Mancuso, ha fatto venire in mente Lauda: “Commette ancora degli errori, come Niki, arrivato da noi giovanissimo, anche se non come Kimi perché più giovani di lui ci sono solo i bambini delle elementari. Ma come Niki impara dagli errori…”.

Comunque un bel mix. Anche se il presidente, messo alle strette,  alla domanda su chi sceglierebbe tra Kimi e la Ferrari in lotta per il titolo, ha detto: “Ho il cuore Rosso. Però Kimi ha tutte le caratteristiche personali, caratteriali, familiari e le capacità, per poter diventare un grandissimo”. Tanto questa Ferrari per lottare con lui deve crescere ancora parecchio.

Quindi forza Kimi. Nel nome di Ayrton e di Ascari.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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